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NUOVO ACCORDO STATO REGIONI

La filosofia della formazione circolare

Dopo anni di confronti, e di fronte a un universo della sicurezza sul lavoro sempre più bisognoso di soluzioni ed aggiornamenti per la lotta contro gli infortuni, lo scorso 17 aprile è stata siglata la versione ufficiale del Nuovo Accordo Stato Regioni sulla Formazione per il lavoro sicuro. Un traguardo molto atteso, e invocato da più parti visto il livello di risultati ottenuti dalla versione precedente, che riguarda un testo pensato per ridisegnare il sistema dell’apprendimento obbligatorio, ossia il tipo e il livello di conoscenza che ogni figura prevista dalla norma deve possedere nell’esercizio del proprio ruolo lavorativo.

La prima corposa novità dell’Accordo riguarda l’ingresso, nei ruoli soggetti a formazione obbligatoria, dell’unica figura che precedentemente risultava esente dal dovere della formazione sulla sicurezza, il Datore di Lavoro. Per i Lavoratori e i Lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, poi, i programmi e le loro rispettive durate sono definite puntualmente e in forma dettagliata.

Il Nuovo Accordo non intacca i precedenti percorsi formativi che riguardano il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), gli addetti antincendio e primo soccorso, e neppure l’Addetto lavori in quota (montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi e lavori mediante funi).

Fuori dallo schema dei vari percorsi formativi specificati nell’Accordo, ivi comprese le relative durate, vi è da sottolineare la portata “storica” e temporale generata dall’arrivo di questo nuovo testo. E’ solo questione di giorni, a oggi la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale risulta davvero a un passo e successivamente, da quel momento in poi, la formazione sulla sicurezza potrà contare su basi idonee a una sua nuova e futura evoluzione. Ciò che davvero risalta come nuova connotazione rispetto a ciò che ha rappresentato ultimamente la conoscenza e l’apprendimento della sicurezza nei lavoratori, è -da un lato- una ulteriore valorizzazione della figura del Preposto nella gestione della sicurezza, e l’obbligatorietà di rendere il processo formativo maggiormente flessibile, personalizzato e continuo nell’unicità di contesto di ogni singola impresa. Lo scopo di fondo, sostanzialmente, è avvicinare i vincoli e le argomentazioni contingenti della didattica in sicurezza sul lavoro alle variegate realtà produttive del nostro Paese.

Poi, l’ultimo importante elemento di cambiamento del nuovo Accordo è l’inserimento del Datore di Lavoro, a tutti gli effetti e alla pari delle altre figure della sicurezza, negli obblighi del processo e in un una visione proattiva. Quindi, la figura apicale perde di fatto l’esenzione alla formazione e – oltre che diventare soggetto attivo in toto, pur mantenendo il titolo di legale rappresentante- non solo diviene cittadino formato e informato, ma anche “portatore sensibile e coinvolto” nel favorire i valori e i flussi della cultura formativa nella cornice della sua impresa, e -molto importante- trasferendoli di rimando anche buone pratiche della cittadinanza attiva attraverso il veicolo dei suoi collaboratori, del suo gruppo.

Il nuovo Accordo Stato Regioni, di conseguenza, nelle intenzioni del legislatore va a intervenire sulla conoscenza e il “saper essere” di tutti gli occupanti di una filiera produttiva, e indipendentemente dalla sua attività o dimensione, ridisegna la formazione obbligatoria come elemento imprescindibile e anticipatore di prevenzione e protezione.

Cosa ne pensano i diretti interessati dell’universo Sicurnet? Ecco l’opinione della Dott.ssa Elena Bonfiglio, Responsabile dell’Ufficio Formazione di Sintex, Centro Formazione appartenente all’azienda Farco Group, interpellata a tal proposito:

Dottoressa Bonfiglio, cosa ne pensa delle novità introdotte dal nuovo Accordo?

Siamo di fronte a un cambiamento notevole, che va considerato come vera e propria opportunità sostanziale per conferire alla formazione un ruolo da protagonista nella lotta contro gli infortuni sul lavoro.

Secondo lei, le imprese saranno o no in grado di poter far fronte agli obblighi contenuti nel nuovo testo?

Le imprese, soprattutto quelle con un numero di dipendenti minore e con un’organizzazione definita a linee sommarie, per adottare i nuovi standard formativi avranno sicuramente bisogno del supporto continuo di un ente esterno certificato che, inquadrato come consulente di fiducia, dovrà accompagnare le singole organizzazioni nel raggiungimento dei nuovi standard di obiettivo perseguiti dal Nuovo Accordo. Importante sarà unire il processo formativo con la valutazione del rischio aziendale contenuta nell’apposito documento, e su questo un aiuto da parte degli specialisti del settore sarà essenziale.

 Cosa si attende come reazione da parte dei datori di lavoro, che adesso risultano direttamente coinvolti nella formazione?

Inizialmente ci saranno delle resistenze, soprattutto da parte dei datori di lavoro di lungo corso o quelli delle piccole aziende, sarà inevitabile e per certi versi fisiologico. Però io credo che la norma si sia mossa nella giusta direzione: oggi la sicurezza sul lavoro che si orienta verso obiettivi più alti, non solo basati sull’obbligo ma anche sulla sensibilizzazione e la consapevolezza, rende il quadro attuale della norma allineato e rispondente alla fase storica che stiamo vivendo.

Damiano Carli
Gruppo Lupi